Modulo 4: Il mio colloquio di lavoro

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Corso: Corso sulla ricerca attiva del lavoro
Libro: Modulo 4: Il mio colloquio di lavoro
Stampato da: Guest user
Data: sabato, 27 novembre 2021, 17:41

1. Prepararsi per il colloquio

Preparazione del colloquio di lavoro:

✓  Cerca di ottenere più informazioni possibili in merito all’azienda (settore, dimensioni, tipo di prodotti o servizi forniti, struttura e organizzazione, qualifiche richieste, ecc.).

✓  Rileggi il tuo curriculum vitae e preparati ad approfondire alcuni aspetti (percorso formativo, esperienze lavorative e di vita).

✓  Presta attenzione al tuo aspetto. Abiti (scarpe e accessori), capelli, barba e unghie dovranno essere opportunamente curati.

✓  Prepara la documentazione da presentare nel corso del colloquio (titoli di studio e certificazioni, attestati di tirocinio, articoli pubblicati, lettere di referenze, qualifiche professionali).

✓  Accertati in merito alla data, l’ora e il luogo del colloquio di lavoro. Sii puntuale o cerca di arrivare leggermente in anticipo. Arrivare in ritardo non potrebbe far altro che aumentare il tuo nervosismo.

Preparati a sostenere diversi tipi di colloqui: individuali, di gruppo, con più selezionatori/trici, in presenza o in videoconferenza.

IMPORTANTE: Preparati a rispondere alle domande che potrebbero esserti poste dal/dalla responsabile del processo di selezione del personale.

2. Comportamenti appropriati


Comportamenti appropriati: 


  •  Presentati e stringi la mano al/alla responsabile della selezione del personale;

  • Prima di sederti, attendi istruzioni da parte della persona incaricata di gestire il processo di selezione;

  • Siediti e mantieni una postura adeguata, evita di tenere le braccia incrociate o di scivolare sulla sedia;
  • Presta attenzione ai tuoi gesti e non toccare continuamente gli oggetti.
  •  Sii naturale. Adotta uno sguardo gentile e mostrati di buon umore (ma senza esagerare!).
  •  Guarda negli occhi la persona incaricata di gestire il colloquio.
  •  Mostrati interessato/a e attento/a.
  •  Non interrompere il tuo interlocutore e cerca di ascoltare con attenzione.
  •  Sii chiaro/a e obiettivo/a, evita le digressioni.
  •  Rispondi con un tono di voce chiaro e assertivo, non mugugnare.
  •  Chiedi spiegazioni in maniera gentile ogni qualvolta tu non sia certo/a del senso della domanda.
  • Mostrati motivato/a e interessato/a a ricoprire la posizione per la quale hai deciso di candidarti. 
  •  Sii prudente nell’affrontare questioni personale. Non fornire troppi dettagli.
  • Da’ prova di conoscere le attività promosse dall’azienda.

Comportamenti da evitare


  • Non interrompere la persona incaricata di gestire il processo di selezione del personale mentre parla;

  • Non criticare il tuo ultimo datore di lavoro né l’azienda per la quale hai lavorato;
  • Non fare delle affermazioni la cui validità non possa essere provata;
  • Non utilizzare espressioni che mostrino dubbi o indecisioni come “Forse”, “Non sono sicuro/a”; “Non ci ho mai pensato;

  • Non dare risposte evasive; 
  • Non mettere in evidenza i tuoi punti deboli;
  •  Non muoverti in continuazione sulla sedia;
  •  Non implorarli/le di darti il lavoro; 
  • Non autocelebrarti;
  • Non essere arrogante; 
  • Non masticare chewing-gum;
  • Non insistere troppo sul tema del salario.

Se hai un po’ di esperienza …

✓  Ricorda di fare riferimento alle tue qualifiche professionali e accademiche, al tuo atteggiamento positivo nei confronti del lavoro, alla tua capacità di imparare e al tuo desiderio di lavorare per l’azienda. Mostra la tua volontà di apprendere e desiderio di migliorare.

Alla fine…

✓  Attendi che la persona responsabile del processo di gestione del personale ponga termine all’incontro; alzati solo dopo che il/la tuo/a interlocutore/trice si sarà alzato/a; ringrazialo/a e non dimenticare che sei ancora osservato/a.

Al termine del colloquio…

✓  Ricevere un rifiuto fa parte del processo di ricerca di un’occupazione, considerala un’esperienza istruttiva!

✓  Mantieni un atteggiamento positivo e pensa alla tua prossima candidatura come a una nuova opportunità!

Analizza il colloquio e individua gli aspetti positivi e negativi, nonché quelli da migliorare

Comunicazione in presenza

Per migliorare le tue competenze comunicative:

  •  parla in maniera chiara;
  • adotta un tono di voce adeguato, né troppo forte, né troppo basso;
  • parla in maniera pacata, né troppo velocemente, né troppo lentamente;
  • concentrati sul messaggio che intendi trasmettere;
  • sii conciso/a e usa un linguaggio semplice;
  • mostrati interessato/a;
  • sorridi e sii gentile.

3. Domande poste nel corso dei colloqui


  • Perché ha deciso di candidarsi per questa posizione?

  • Che cosa sa a riguardo?

  • Che cosa sa dell’azienda e perché vorrebbe lavorare con noi?

  • Mi parli un po’ della sua famiglia. Con chi vive

  • Quali sono le sue responsabilità in famiglia? 

  • Mi parli brevemente del suo percorso formativo. Perché ha scelto di intraprendere questi studi? 

  • Mi descriva le sue precedenti esperienze lavorative

  • Perché ha deciso di cambiare lavoro?

  • Come valuterebbe il suo percorso scolastico/formativo/professionale? 
  • Qual è stato il lavoro per lei più soddisfacente? Perché? 

  • Qual è stata la sua più grande difficoltà nel corso delle sue prime esperienze lavorative? Come è riuscito a risolverla?
  • Quali aspetti positivi e negativi della sua carriera sente di voler sottolineare? 
  • Come reagisce alle critiche? Saprebbe farmi degli esempi. 
  • Se potesse tornare indietro nel tempo, che cosa cambierebbe? Quali scelte compirebbe e perché?
  • Quali sono i suoi hobby? Perché li ritiene tanto importanti nella sua vita. 
  • Perché pensa che dovremmo sceglierla? 
  • In che modo pensa di poter contribuire al lavoro dell’organizzazione? 
  • Perché è ancora alla ricerca di un’occupazione? Quali misure ha adottato per tentare di cambiare la sua condizione?
  • È in grado di lavorare sotto pressione?
  • Quali sono le sue principali qualità e difetti?
  • È in grado di lavorare bene all’interno di un gruppo?
  • Dove si vede fra tre anni?
  • Quali sono le sue aspettative salariali?

4. Challenging questions

Quali critiche le sono state rivolte nel corso degli ultimi quattro anni?

Di solito, i responsabili del processo di selezione del personale pongono questa domanda per cercare di capire se il candidato è in grado di individuare i propri punti deboli e mostrare che sta facendo qualcosa per migliorare. Per rispondere bisogna individuare un difetto reale, ma che non costituisca un ostacolo all'assunzione. Ad esempio puoi dire di essere stato criticato per essere arrivato in ritardo, ma che poi hai lavorato sulla tua puntualità e i colleghi hanno elogiato i tuoi sforzi. Ti suggeriamo di fornire due o tre esempi di critiche che ti sono state rivolte (e delle strategie che hai adottato per rimediare).   

Dove si vede nei prossimi 3-5 anni? Come pensa di raggiungere questi obiettivi? 

Qui le persone incaricate del processo di selezione del personale desiderano misurare l'ambizione e valutare il progetto professionale del candidato. Vogliono anche capire i comportamenti che il candidato adotterà per raggiungere i propri obiettivi. In questo caso evita di dare risposte vaghe, dovrai essere il più specifico e coerente possibile. definire obiettivi e strategie atte a raggiungerli è il modo migliore di rispondere a questa domanda. 

Come descriveresti il/la tuo/tua responsabile ideale o con cui non vorresti mai lavorare?

La risposta che darai aiuterà il/la responsabile della selezione del personale a comprendere il tuo grado di compatibilità con il tuo potenziale datore di lavoro. È meglio rispondere in maniera diplomatica “Ho lavorato con tutti i tipi di persone e posso adattarmi ai diversi stili. So gestire la pressione di un capo che ama avere tutto sotto controllo e la mancanza di indicazioni da parte di chi preferisce adottare un atteggiamento più rilassato. Se dovessi descrivere il/la mia responsabile ideale, di certo, sarebbe una persona che è in grado di darmi delle indicazioni e fornirmi l’autonomia necessaria che renda superfluo un controllo stringente della qualità del mio lavoro. ”

Quali mansioni preferisce svolgere?
Si tratta di un modo indiretto di individuare i punti deboli del/della candidato/a. Nel corso del colloquio, i/le responsabili del processo di selezione sono sempre alla ricerca di risposte del tipo “Non sono molto bravo/a…” o “Non mi piace molto A… preferisco B”. Fa’ attenzione a non mostrare i tuoi punti deboli quando ti viene chiesto di parlare di aspetti positivi. Ricorda, inoltre, che quando parli di ciò che ami fare, sveli anche le tue idiosincrasie. Rifletti con attenzione sulle tue parole per evitare di creare degli ulteriori problemi. 

Pensa di rivolgere spesso degli elogi agli altri?

L’atteggiamento psicologico nei confronti dei complimenti indica un certo interesse e capacità di motivare gli altri. Se risponderai che ti piace congratularti con i tuoi colleghi di lavoro, rivelerai anche che sei una persona fiduciosa che confida nelle capacità degli altri. Puoi rispondere dicendo che ami ricevere e fare complimenti. 

Che cosa farebbe se scoprisse che uno/a dei suoi colleghi sta falsificando i conti?
La domanda mira a valutare il tuo senso etico. Dicendo "Non sono affari miei" dimostri che non hai a cuore gli interessi dell’azienda e quindi che non ti importa di essere assunto/a. La risposta ideale potrebbe essere “affronterei la persona e cercherei di convincerla a correggere l’errore” o “presenterei un richiamo formale”. 

Che cosa farebbe se le dessero da spendere tremila euro nel corso del suo primo anno in azienda?
Se la tua risposta non contiene alcun riferimento alla vita professionale, allora darai l’impressione di non essere concentrato/a al 100% sulla crescita dell’impresa. Se risponderai facendo riferimento a un’attività che non ti permetterebbe di avere dei vantaggi personali, potresti apparire disonesto/a. Potresti parlare di attività di formazione, dal momento che potresti beneficiare del denaro in prima persona e, allo stesso tempo, lavorare per il bene dell’impresa. 

Mi parli di tre occasioni in cui sente di aver fallito e motivi le sue risposte?

Questa domanda mira a comprendere se il/la candidato è pronto/a ad ammettere i propri errori, sapere se dà agli altri la coppia dei propri fallimenti; se ha imparato e superato quella difficoltà. Devi riflettere a lungo sugli esempi e mostrare che sei in grado di sfruttare gli errori a tuo vantaggio (sarai più preparato/a la prossima volta, non consentire alle sconfitte di scoraggiarti, ecc.).

https://blog.alertaemprego.pt/entrevista-de-emprego-como-responder-perguntas-dificeis/

5. La prima impressione


Scegliere che cosa indossare nel corso di un colloquio può apparire una preoccupazione futile, ma non lo è. Vestirsi in maniera appropriata è essenziale per fare una buona impressione e creare un buon rapporto con il/la responsabile del processo di selezione. 

1- Conoscere il profilo adottato dall’impresa sulla questione

È importante che tu cerchi delle informazioni in merito alla cultura organizzativa dell’impresa, ossia se adotta un approccio creativo e consente l’utilizzo di abiti informali, come i jeans, o se viene adottato un codice di abbigliamento più severo, si pensi, ad esempio, alle uniformi. Potrebbe essere necessario parlare a un/una dipendente, osservare o cercare delle informazioni sul sito web dell’impresa. 


2- Conoscere il ruolo professionale per cui ci si candida

La scelta dell’abito può differire in base alla posizione e/o settore, pertanto dovresti conoscere bene le tue future mansioni. Di seguito alcuni consigli per ciascuno stile: 

Formale

camicia e cravatta; 

giacca; 

camicia e pantaloni eleganti; 

vestito della lunghezza appropriata; 

Informale

jeans;

camicia sportiva;

polo;

vestito della lunghezza appropriata.


3 - Puntare all'essenziale

Se non è possibile scoprire lo stile prediletto dalle dipendenti o dai dipendenti dell’azienda, o se hai dei dubbi, puoi superare questa impasse seguendo i seguenti consigli adatti ad ogni situazione. 


Suggeriamo di:

utilizzare toni neutri (bianco, beige, grigio, nero, blu scuro); 

indossare abiti dal taglio classico (giacche, camicie, pantaloni, abiti); 

indossare scarpe scure; 

indossare scarpe con tacchi bassi; 

scegliere un trucco semplice e leggero. 

È bene evitare:

colori molto accesi;

stoffe con stampe colorate;

scollature profonde;

gioielli vistosi;

abiti troppo corti;

scarpe dal tacco alto;

trucco pesante.


4 –  Aspetto e igiene personale

Abbiamo già fatto riferimento al tipo di abiti da indossare, tuttavia la scelta dell'abito più adatto non può prescindere dalla cura per il proprio aspetto e dell’igiene personale. È essenziale pettinare i capelli, accertarsi di avere le unghia pulite e la barba della lunghezza appropriata (nel caso in cui l’azienda non preveda delle restrizioni su quel piano); indossa vestiti privi di macchie e buchi, ben stirati e scarpe in buone condizioni. Cerca di farti una bella doccia prima del colloquio, perché oltre a migliorare il tuo aspetto, ti aiuterà anche a rilassarti. 

È bene non utilizzare troppo profumo. 

In breve, tutti amano sentirsi comodi e a proprio agio nei vestiti che indossano perché questo ci conferisce una certa sicurezza. Tale atteggiamento può fare la differenza. E non dimenticare che ciò che scegliamo di indossare costituisce anche un potente strumento di comunicazione. Pertanto, se il tuo obiettivo è quello di entrare nel mercato del lavoro, indossa i vestiti più adatti al colloquio.

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6. Controllare l'ansia



È del tutto normale, addirittura quasi inevitabile, sentirsi in ansia prima di un colloquio di lavoro. Per questo è bene sfruttare questa condizione a proprio vantaggio. Se, da una parte, l’ansia rivela il proprio senso di responsabilità e tiene all’erta il/la candidato/a, d’altra parte una paura eccessiva può portare al risultato opposto, scoprendo delle fragilità e rendendo il soggetto incapace di gestire le proprie reazioni ed emozioni, fino a portare a ottenere dei risultati negativi. 

RICORDA: La consapevolezza di sé è un importante alleato in questi casi, se conosci te stesso/a sarai anche in grado di comprendere i tuoi limiti e di individuare gli aspetti da migliorare. Tale conoscenza ti aiuterà nel corso del colloquio mettendo in luce una maggiore onestà e trasparenza. 


Ricorda di tenere conto della tua autostima, dal momento che il semplice fatto di essere stato/a invitato/a a prendere parte a un colloquio rivela che la prima fase dell’analisi del curriculum vitae è stata superata. È importante che tu apprezzi quanto appreso finora, in quanto ogni esperienza può divenire un’occasione per imparare: viaggiare, fare del volontariato, partecipare alla vita della propria comunità, persino sostenere un colloquio di lavoro. Pertanto, cerca di immaginare il colloquio come un’opportunità per conoscere il mercato del lavoro e comprendere ciò che i/le responsabili della selezione del personale si aspettano dai/dalle candidate. Ti aiuterà a conoscere i tuoi punti di forza e gli aspetti su cui devi ancora lavorare. 

Puoi stilare un elenco delle competenze e degli aspetti che devono essere migliorati prima di prendere parte al colloquio, in questo modo eviterai di lasciarti sorprendere dalle domande alle quali pensi di non saper dare una risposta. Sii sincero/a e onesto/a,  non inventare competenze che non hai o esperienze che non hai mai maturato. Mentire nel processo di selezione potrebbe ostacolarti in futuro, rendendoti ancora più ansioso/a, soprattutto nel caso in cui tu vada ad occupare una posizione per la quale non sei qualificato/a. Evita di parlare troppo di questioni personali, poiché potresti rivelare delle informazioni poco rilevanti o fuorvianti, nonché dare un’idea egocentrica di te. Mantieni un certo controllo sulle tue aspettative, se il colloquio non va a buon fine, sappi che hai ancora a disposizione un numero infinito di possibilità. Se manterrai la calma e adotterai un atteggiamento ottimista, riuscirai a raggiungere il tuo obiettivo. 

   Ecco una tecnica che ti aiuterà a mantenere un certo equilibrio in attesa del colloquio: respira profondamente. In questo modo potrai mantenere un atteggiamento professionale e riflettere sull’atteggiamento più appropriato da adottare. La respirazione consapevole consente, inoltre, di migliorare la propria capacità di concentrazione.